Class Action vs Google · accolta dal Tribunale di Milano
Un’adolescente a letto, al buio, con il viso illuminato dallo schermo del telefono.

Nuova area di Algopolio

Dipendenze digitali

Il problema non è quanto stiamo online.È come siamo progettati a restarci.

Scroll infinito, notifiche, ricompense variabili: le piattaforme sono costruite per trattenerci, e i più vulnerabili sono i ragazzi. Qui trovi le nostre analisi, i dati, i segnali da riconoscere e dove chiedere aiuto.

La tesi[01]

Un sistema progettato per trattenere

«Non siamo davanti a un uso eccessivo individuale, ma a un sistema progettato per generare uso eccessivo.»

— Osservatorio Algopolio,«Digital detox: il problema non è quanto stiamo online, ma come siamo progettati a restarci»
Una vecchia slot machine: al posto dei simboli, i rulli mostrano schermate di un social con cuori, like e commenti. Una mano guantata stringe la leva.

«Il design non è neutro. È una scelta.»

Osservatorio Algopolio · «Minori, dipendenza e responsabilità delle piattaforme»

  1. Il tempo non è neutro

    Il tempo digitale non equivale a quello analogico: è un tempo costruito, ottimizzato, orientato a trattenere.

  2. La falsa soluzione individuale

    Spegni, disconnettiti, fai detox: è una risposta parziale, perché il problema resta intatto nel momento in cui si rientra nel sistema.

  3. Il nodo politico

    Il benessere non può dipendere dalla capacità di sottrarsi per un po’ a un ambiente disfunzionale. Va ripensata l’architettura digitale che rende necessario il detox.

«Quello delle dipendenze digitali è un tema importantissimo, che come associazione dobbiamo presidiare.»

Prof. Vincenzo MorabitoPresidente di Algopolio
Anatomia di un feed[02]

Anatomia di un feed

Sette meccanismi di design che incontri ogni giorno nelle app: come funzionano, perché trattengono e quali regole europee se ne occupano.

Tocca i numeri sul telefono, oppure apri le voci della lista.

01Scroll infinitoIl feed non finisce mai.

Leggi la spiegazione
  1. Non c’è un fondo pagina, quindi non c’è un momento naturale per fermarsi: quando un contenuto finisce, il successivo è già lì. La decisione di smettere non arriva mai dall’interfaccia. Resta tutta a te, ogni volta.

    Norme UE di riferimento

    DSA · art. 25
    Le piattaforme online non possono progettare le proprie interfacce in modo da ingannare o manipolare gli utenti, o da falsarne o limitarne in modo sostanziale la capacità di prendere decisioni libere e informate.
  2. Il video successivo comincia prima che tu abbia deciso se vuoi vederlo. Continuare è l’impostazione predefinita; fermarsi richiede un gesto in più.

    Norme UE di riferimento

    DSA · artt. 34–35
    Le piattaforme molto grandi devono valutare e attenuare i rischi sistemici dei propri servizi, compresi quelli legati al design, anche per la tutela dei minori e per il benessere fisico e mentale delle persone.
  3. Badge rossi, vibrazioni, «qualcuno ha reagito al tuo post»: le notifiche personalizzate riaprono l’app nei momenti scelti dal sistema, non da te. Ogni richiamo interrompe quello che stavi facendo.

    Norme UE di riferimento

    DSA · art. 28
    Le piattaforme online accessibili ai minori devono adottare misure adeguate e proporzionate per garantire loro un elevato livello di privacy, sicurezza e protezione.
  4. Il gesto di trascinare per aggiornare funziona come la leva di una slot machine: a volte arriva qualcosa di nuovo, a volte niente. È proprio l’incertezza a farti riprovare. Gli psicologi parlano di «ricompensa intermittente».

  5. Cuori, visualizzazioni, follower: il consenso degli altri viene contato e mostrato a tutti. Nel caso della giovane donna che ha ottenuto giustizia contro Meta e Google, dalle parole emerse in aula il quadro è netto: esposizione continua, bisogno di approvazione, isolamento progressivo.

  6. Una fiamma, un contatore di giorni consecutivi: la serie trasforma un’abitudine in un obbligo. Non apri l’app perché ti serve, ma per non perdere quello che hai accumulato.

    Norme UE di riferimento

    DSA · art. 28
    Le piattaforme online accessibili ai minori devono adottare misure adeguate e proporzionate per garantire loro un elevato livello di privacy, sicurezza e protezione.
  7. Quello che guardi, quanto ti soffermi, cosa ti piace: ogni segnale insegna al sistema che cosa ti tiene incollato, e il feed te ne propone di più. Come scrive l’Osservatorio, la personalizzazione non è servizio: è leva di trattenimento.

    Norme UE di riferimento

    DSA · art. 38
    Le piattaforme molto grandi devono offrire almeno un’opzione del sistema di raccomandazione non basata sulla profilazione.
    AI Act · art. 5
    Vieta i sistemi di IA che sfruttano le vulnerabilità legate all’età per distorcere in modo sostanziale il comportamento delle persone, quando ciò provoca o può ragionevolmente provocare un danno significativo.

Gli artt. 25 e 28 del DSA riguardano le piattaforme online; gli artt. 34, 35 e 38 solo quelle molto grandi, con almeno 45 milioni di utenti attivi al mese nell’UE. Sintesi divulgative delle norme: non sono una consulenza legale.

I segnali[03]

Segnali, non diagnosi

Sono i segnali riportati da Il Gazzettino nell’articolo sugli sportelli S-collegati dell’Usl della Marca, a Treviso. Servono ad accorgersi, non a etichettare.

  1. Sonno sacrificato

    Si dorme meno per restare connessi.

  2. Irritabilità senza il dispositivo

    Quando il telefono manca, cresce il nervosismo.

  3. Cambi d’umore

    Un umore che va su e giù.

  4. Calo del rendimento scolastico

    I risultati a scuola peggiorano.

Se li riconosci

Un segnale non è una diagnosi. Se li riconosci in tuo figlio, in tua figlia o in te, parlane con un professionista: il medico di famiglia o il pediatra, oppure il SerD della tua ASL.

Dove chiedere aiuto

FonteIl Gazzettino · Treviso«Dipendenza dal cellulare, 194 ragazzini in cura in 6 mesi. «I sintomi? Meno sonno e più irritabilità». La guida per le famiglie»02 set 2026 · Mauro Favaro ↗(si apre in una nuova scheda)

Dati e cronaca[04]

Dati e cronaca

Che cosa succede in Italia quando le famiglie chiedono aiuto: i numeri e i servizi raccontati dalla stampa, ciascuno con la sua fonte.

· Mauro Favaro

Il Gazzettino · Treviso

«Dipendenza dal cellulare, 194 ragazzini in cura in 6 mesi. «I sintomi? Meno sonno e più irritabilità». La guida per le famiglie»

Gli sportelli S-collegati dell’Usl della Marca (Treviso), attivi dal 2021, hanno seguito 194 ragazzi con problemi di dipendenza dal digitale nei primi sei mesi del 2026. Tra i segnali: sonno sacrificato, irritabilità quando il dispositivo manca, cambi d’umore e calo del rendimento scolastico. Ai ragazzi sono offerti cinque incontri brevi di impostazione cognitivo-comportamentale; ai genitori una guida per organizzare tempi e spazi in casa.

«Strumenti costruiti per conquistare continuamente la loro attenzione»

— Stefano Camarotto, presidente Cna Unimpresa Treviso
Leggi su Il Gazzettino · Treviso(si apre in una nuova scheda)

I numeri riportati

ragazzi seguiti in sei mesi (Usl della Marca)
194
consulenze con i genitori
122
consulenze con i ragazzi
36
consulenze con gli insegnanti
26

Il Gazzettino · Treviso · 02 set 2026

ANSA · Toscana

«A Firenze primo centro in Italia per il contrasto alle dipendenze digitali»

Nasce a Firenze «Discover», presentato come il primo centro in Italia per il contrasto alle dipendenze digitali: ragazzi dai 10 ai 25 anni, nella Biblioteca Chiarugi a San Salvi, con Asl Toscana Centro, Comune di Firenze e la cooperativa ReteSviluppo. Niente divieti, ma disconnessione guidata: giochi da tavolo, laboratori manuali, attività di gruppo e un supporto ai genitori; fase sperimentale fino a dicembre 2026.

Leggi su ANSA · Toscana(si apre in una nuova scheda)

I numeri riportati

anni: la fascia d’età del centro
10–25
centro in Italia dedicato, secondo l’ANSA
1°

ANSA · Toscana · 22 lug 2026

Osservatorio · Social, minori e dipendenza12 analisi sul tema

Le nostre analisi

Leggiamo le notizie sul tema dalla parte dei cittadini. Dalla più recente.

Dove chiedere aiuto[05]

Dove chiedere aiuto

Non è una colpa, e non sei solo. I servizi pubblici esistono: ecco da dove cominciare.

Algopolio non offre consulenza medica o psicologica: queste indicazioni servono a orientarti verso chi può farlo.

  1. Il primo passo

    Il medico di famiglia o il pediatra

    È il primo punto di contatto con il Servizio sanitario: può ascoltare, valutare e indirizzarti ai servizi del territorio.

  2. Il servizio pubblico

    Il SerD della tua ASL

    I Servizi per le Dipendenze (SerD) sono i servizi pubblici delle aziende sanitarie che si occupano di dipendenze. Indirizzi, contatti e modalità di accesso sono sul sito della tua ASL.

  3. Esperienze sul territorio

    Servizi dedicati, già attivi

    Due esempi raccontati dalla stampa. Se vivi altrove, chiedi alla tua ASL se esistono servizi simili.

    • Usl della Marca · Treviso

      S-collegati

      Sportelli attivi dal 2021. Per i ragazzi, cinque incontri brevi di impostazione cognitivo-comportamentale; per i genitori, consulenze e una guida per organizzare tempi e spazi in casa. Nei primi sei mesi del 2026 hanno seguito 194 ragazzi.

      FonteIl Gazzettino · Treviso, 02 set 2026 ↗ (si apre in una nuova scheda)

    • Firenze · Biblioteca Chiarugi, San Salvi

      Discover

      Presentato come il primo centro in Italia per il contrasto alle dipendenze digitali, per ragazzi dai 10 ai 25 anni, con Asl Toscana Centro, Comune di Firenze e la cooperativa ReteSviluppo. Niente divieti, ma disconnessione guidata: giochi da tavolo, laboratori manuali, attività di gruppo e supporto ai genitori. In fase sperimentale fino a dicembre 2026.

      FonteANSA · Toscana, 22 lug 2026 ↗ (si apre in una nuova scheda)

Orari, contatti e modalità di accesso possono cambiare: verificali sempre sui canali ufficiali dell’azienda sanitaria.

In caso di pericolo immediato chiama il 112, il numero unico di emergenza.

Un tunnel di schermate di feed che corre verso chi guarda; una mano aperta, in primo piano, lo ferma.
Cosa fa Algopolio[06]

Una questione di diritti

La dipendenza digitale non è solo un tema di salute o di educazione: riguarda il potere di chi progetta gli ambienti in cui cresciamo. Per questo è una battaglia per i diritti digitali.

  1. L’interfaccia non è neutrale

    È un dispositivo comportamentale: progetta l’attenzione, orienta il tempo, modella l’esperienza.

    Dall’analisi«Scroll infinito, dipendenza finita?»
  2. La responsabilità non è solo di chi usa

    Quando un sistema è progettato per creare dipendenza, la responsabilità non può ricadere solo su chi lo utilizza.

    Dall’analisi«La prima crepa: quando i social vengono giudicati come il tabacco»
  3. Servono obblighi strutturali

    La tutela dei minori non può basarsi su misure simboliche: servono progettazione responsabile, limiti chiari alla profilazione dei minori e trasparenza sugli algoritmi di raccomandazione.

    Dall’analisi«Minori, dipendenza e responsabilità delle piattaforme»

Cosa facciamo

Seguiamo il tema nell’Osservatorio, raccogliamo le storie di chi lo vive e chiediamo regole che intervengano sul design, non solo sui contenuti.

I diritti che puoi usare

La tavola dei 24 diritti

La tua esperienza

Un’app che non lascia andare, un figlio che non riesce a staccarsi, un design che ti sembra scorretto: ogni storia ci aiuta a capire e a far valere i diritti di tutti.

Racconta la tua esperienza

Giornalisti

Comunicati e rassegna stampa dell’associazione, anche sul tema delle dipendenze digitali.

Sala stampa

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Un feed a scorrimento infinito, per come è progettato, non finisce mai. Qui sei tu a decidere quando fermarti.

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