Dipendenze digitali, la salute pubblica si attrezza: i segnali da conoscere in famiglia
In questa analisi4 sezioni
Sezione 01 di 04: Due notizie, un segnale
Il 22 luglio 2026 l’Asl Toscana centro, il Comune di Firenze e la cooperativa sociale ReteSviluppo hanno firmato l’accordo per «Discover – Fuori dal guscio», presentato dall’ANSA come il primo centro in Italia dedicato al contrasto delle dipendenze digitali. Si rivolge a ragazzi tra i 10 e i 25 anni, ha sede negli spazi della Biblioteca Chiarugi a San Salvi ed è una sperimentazione che, in questa prima fase, dura fino a dicembre 2026.
Secondo il comunicato del Comune di Firenze, non è un servizio clinico ma un presidio educativo e preventivo: sportello di ascolto, laboratori, giochi da tavolo e attività di gruppo senza smartphone, incontri per genitori ed educatori sull’uso precoce dei dispositivi. Quando emergono ritiro sociale, isolamento o disagio psicologico, l’Asl può attivare i servizi specialistici. L’impostazione dichiarata non punta sui divieti, ma sulla disconnessione guidata e sull’uso consapevole.
A Treviso, come ha riportato Il Gazzettino, gli sportelli S-collegati dell’Usl della Marca, attivi dal 2021, hanno seguito 194 ragazzi nei primi sei mesi del 2026. La maggior parte delle consulenze ha riguardato i genitori (122), poi i ragazzi (36) e gli insegnanti (26).
Sezione 02 di 04: Da problema privato a questione di salute pubblica
I due casi indicano la stessa tendenza: la dipendenza digitale esce dalla sfera delle abitudini domestiche ed entra nei servizi sanitari. I dati nazionali vanno nella stessa direzione. L’indagine «Dipendenze comportamentali nella Generazione Z 2.0» dell’Istituto Superiore di Sanità, condotta su oltre 18.000 studenti tra ottobre e dicembre 2025 e diffusa a luglio 2026, rileva che più di uno studente su sei tra gli 11 e i 17 anni presenta almeno un comportamento a rischio tra social media, gaming e gioco d’azzardo. Per Simona Pichini, direttrice del Centro nazionale dipendenze e doping dell’ISS, si tratta di «una delle aree emergenti della salute pubblica in età evolutiva».
Sezione 03 di 04: I segnali da osservare
Gli operatori e i ricercatori indicano alcuni segnali ricorrenti, da leggere nel loro insieme e senza allarmismi:
- il sonno che si riduce e un ritmo sonno-veglia sbilanciato;
- l’irritabilità quando il dispositivo non è disponibile;
- un uso che comincia a interferire con lo studio, le relazioni e il tempo libero;
- la tendenza a ritirarsi e a isolarsi.
Le indicazioni date ai genitori trevigiani partono da un punto pratico: organizzare tempi e spazi della casa in modo da ridurre la connessione continua. Quando i segnali persistono, il primo riferimento resta il pediatra o il medico di famiglia, insieme ai servizi per le dipendenze delle Asl, che in alcuni territori, come a Treviso, offrono sportelli ad accesso diretto e gratuito.
La posizione di Algopolio
Sezione 04 di 04: La prospettiva di Algopolio
I nuovi presidi sono una buona notizia, ma intervengono a valle. Il dato trevigiano è eloquente: gran parte del lavoro ricade sui genitori, chiamati a contenere gli effetti di prodotti progettati per trattenere l’attenzione dei figli.
Per Algopolio la dipendenza digitale non è una debolezza individuale da correggere caso per caso. È anche l’esito di scelte di design, come lo scorrimento infinito, le notifiche e le ricompense variabili, di cui le piattaforme devono rispondere. Chi ha vissuto questa esperienza in famiglia può raccontare la sua storia: ogni testimonianza aiuta a rendere visibile un problema che non è privato.