Class Action vs Google · accolta dal Tribunale di Milano

La prima crepa: quando i social vengono giudicati come il tabacco

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Corriere della SeraCorriere della Sera, 27 marzo 2026 — Velia Alvich
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In questa analisi6 sezioni
  1. 01Il caso che segna un precedente
  2. 02La costruzione della dipendenza
  3. 03Il parallelismo con il tabacco
  4. 04La responsabilità delle piattaforme
  5. 05L’effetto sistemico
  6. 06Oltre la narrazione individuale

Sezione 01 di 06: Il caso che segna un precedente

La testimonianza di Kaley G.M. non è solo il racconto di una vicenda personale, ma il punto di rottura di un sistema. Una giovane donna che ottiene giustizia contro Meta e Google, dimostrando il legame tra uso dei social, dipendenza e depressione.

Per la prima volta, il danno non è più percepito come collaterale, ma come conseguenza diretta.

Sezione 02 di 06: La costruzione della dipendenza

Dalle parole emerse in aula, il quadro è netto: esposizione continua, bisogno di approvazione, isolamento progressivo. Un meccanismo che non nasce spontaneamente, ma si sviluppa all’interno di ambienti progettati per trattenere l’utente.

Il punto non è quanto tempo si passa online. È perché non si riesce a smettere.

Sezione 03 di 06: Il parallelismo con il tabacco

Non è casuale il richiamo, esplicito, alle cause contro le grandi aziende del tabacco. Anche allora, il passaggio decisivo fu riconoscere che il prodotto non era neutro.

Oggi accade lo stesso: le piattaforme non sono più strumenti, ma sistemi che possono generare danno strutturale.

Sezione 04 di 06: La responsabilità delle piattaforme

Il cuore della sentenza sta qui: Meta e Google non sono responsabili solo dei contenuti, ma del modo in cui quei contenuti vengono resi irresistibili.

Algoritmi, feed, notifiche: elementi che costruiscono un ambiente capace di influenzare comportamenti e stati psicologici.

Sezione 05 di 06: L’effetto sistemico

Il caso Kaley non è isolato. È il primo tassello di una possibile serie. Migliaia di situazioni analoghe potrebbero emergere, trasformando il contenzioso in fenomeno diffuso.

Le piattaforme entrano così in una nuova fase: da intermediari a soggetti pienamente responsabili.

La posizione di Algopolio

Sezione 06 di 06: Oltre la narrazione individuale

Algopolio sottolinea un passaggio cruciale: spostare il problema sull’individuo — fragilità, educazione, autocontrollo — non è più sostenibile.

Quando un sistema è progettato per creare dipendenza, la responsabilità non può ricadere solo su chi lo utilizza.

La vera domanda, oggi, non è se i social facciano male. È perché continuano a funzionare esattamente così.