Area · GDPR — Privacy e dati personali
Diritto all’oblio
Il diritto all’oblio è il diritto di ottenere la cancellazione dei propri dati personali senza ingiustificato ritardo quando ricorre una delle condizioni previste dall’Art. 17.1 GDPR.
Cos’è
In sostanza: hai il diritto di essere «dimenticato» digitalmente, facendo rimuovere le informazioni che ti riguardano da siti web, database, piattaforme social e archivi digitali.
Caratteristiche
- È un diritto non assoluto: va bilanciato con altri diritti fondamentali.
- Ha 6 casi di applicazione specifici.
- Si applica retroattivamente, anche a dati vecchi.
- Vale per tutti i titolari del trattamento: big tech, PMI e pubblica amministrazione (nei limiti previsti).
I 6 casi di applicazione (Art. 17.1 GDPR)
Puoi chiedere la cancellazione quando:
- a) Dati non più necessari (Art. 17.1.a) — I dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per cui sono stati raccolti o altrimenti trattati.
- b) Revoca del consenso (Art. 17.1.b) — Revochi il consenso su cui si basa il trattamento e non esiste un’altra base giuridica.
- c) Opposizione al trattamento (Art. 17.1.c) — Ti opponi al trattamento (Art. 21) e non sussistono motivi legittimi prevalenti per procedere.
- d) Trattamento illecito (Art. 17.1.d) — I dati personali sono stati trattati illecitamente, in violazione del GDPR.
- e) Obbligo legale di cancellazione (Art. 17.1.e) — I dati devono essere cancellati per adempiere un obbligo legale previsto dal diritto dell’Unione o nazionale.
- f) Dati di minori raccolti per servizi online (Art. 17.1.f) — I dati sono stati raccolti nell’ambito di un’offerta di servizi della società dell’informazione rivolta a minori (Art. 8 GDPR).
Le 3 eccezioni
Il titolare può rifiutare la cancellazione se il trattamento è necessario per:
1. Libertà di espressione e di informazione (Art. 17.3.a)
Riguarda il diritto di cronaca e la libertà di stampa.
Conflitto tipico: tu vuoi cancellare → il giornale invoca il diritto di cronaca.
Il bilanciamento secondo la Cassazione italiana. Il diritto di cronaca prevale se ricorrono 3 condizioni cumulative:
- Verità dei fatti (o corretta attribuzione alla fonte);
- Interesse pubblico all’informazione (rilevanza sociale);
- Continenza espositiva (linguaggio misurato, nessuna lesività gratuita).
✓ Vince l’oblio
- Articolo di 15 anni fa su un reato minore (un furto in un negozio) con condanna ormai estinta.
- Persona comune, non pubblica, coinvolta in un fatto non più attuale.
- Notizia ormai decontestualizzata: non si capisce più che cosa sia successo dopo.
✕ Vince la cronaca
- Politico condannato per corruzione: l’interesse pubblico è permanente.
- Fatto storico rilevante (per esempio lo scandalo di Tangentopoli).
- Articolo recente su un procedimento in corso.
Il criterio temporale: più passa il tempo, più l’oblio tende a prevalere. È il diritto «a essere dimenticati» dopo l’espiazione o la riabilitazione.
2. Obbligo legale o interesse pubblico (Art. 17.3.b-c)
- Adempimento di obblighi di legge (per esempio la conservazione dei dati fiscali o la normativa antiriciclaggio).
- Motivi di interesse pubblico (per esempio sanità pubblica, archivi storici).
Esempio: una banca deve conservare i documenti per 10 anni in base alla normativa antiriciclaggio → non può cancellarli anche se glielo chiedi.
3. Accertamento, esercizio o difesa di un diritto in giudizio (Art. 17.3.e)
Vale quando il titolare (o tu stesso) ha bisogno dei dati come prova in una causa.
Esempio: hai una causa in corso contro un’azienda. L’azienda non può cancellare i dati del contratto, perché servono come prova.
La Class Action contro Google
Il Tribunale di Milano ha accolto l’azione inibitoria collettiva promossa da alcuni membri di Algopolio, con altri ricorrenti, nei confronti di Google LLC, Google Ireland Limited e Google Italy S.r.l. (comunicato stampa del 5 ottobre 2026). La decisione riguarda il modo in cui Google gestisce le richieste formulate per esercitare il diritto all’oblio ai sensi degli artt. 17 e 21 GDPR e riconosce che le procedure attuali ne inibiscono di fatto l’esercizio.
Google dovrà consentire agli utenti di allegare documentazione a supporto delle richieste di deindicizzazione e motivare l’eventuale diniego sulla base di una valutazione dei documenti presentati. Procedure e modulistiche vanno modificate entro il 15 novembre 2026, con una consistente sanzione economica per ogni giorno di ritardo.
Il caso, i documenti e le tappe del procedimento sono nella pagina della Class Action contro Google.
Le informazioni di questa pagina hanno valore divulgativo e non sostituiscono una consulenza legale.