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Area · GDPR — Privacy e dati personali

Diritto di limitazione del trattamento

È il diritto che consente di «congelare» temporaneamente l’uso dei dati personali in situazioni specifiche, ad esempio quando se ne contesta l’esattezza o la liceità.

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Cos’è

Il diritto di limitazione del trattamento è il diritto di ottenere dal titolare la sospensione temporanea del trattamento dei tuoi dati personali, senza che vengano cancellati.

I dati vengono «congelati»: restano nel database, ma non possono essere usati (salvo eccezioni specifiche).

Una metafora: è come chiudere i dati in un cassetto a chiave. Ci sono, nessuno li tocca, ma non possono essere utilizzati finché la questione non è risolta.

Differenza con gli altri diritti

  • Limitazione: i dati sono conservati ma non usati (misura temporanea).
  • Cancellazione: i dati vengono eliminati per sempre.
  • Opposizione: ti opponi al trattamento, ma il titolare può continuare se ha motivi legittimi prevalenti.

I 4 casi in cui puoi chiederla (Art. 18.1 GDPR)

1. Mentre si verifica l’esattezza dei dati contestati (Art. 18.1.a)

Lo scenario: hai contestato l’esattezza dei dati (richiesta di rettifica, Art. 16) e il titolare deve verificare se sono davvero sbagliati. Durante la verifica, chiedi la limitazione.

Esempio pratico: contesti un debito di 5.000 € segnalato alla centrale rischi, sostenendo di averlo già pagato. Mentre la banca verifica le tue ricevute (un’operazione che può richiedere settimane), chiedi la limitazione: la segnalazione resta nel database, ma non può essere usata per negarti un finanziamento.

Durata: finché il titolare non ha verificato l’esattezza del dato.

2. Trattamento illecito, ma non vuoi la cancellazione (Art. 18.1.b)

Lo scenario: il trattamento è illecito (viola il GDPR), ma preferisci non cancellare i dati, perché potrebbero servirti come prova, e vuoi solo che smettano di usarli.

Esempio pratico: un’azienda ha trattato i tuoi dati senza base giuridica (nessun consenso, nessun contratto). Invece di chiedere la cancellazione totale, che ti priverebbe delle prove per un’eventuale azione di risarcimento, chiedi la limitazione: i dati restano, ma non possono più essere usati.

Durata: indefinita, finché non risolvi la controversia o non chiedi la cancellazione.

3. Dati non più necessari al titolare, ma utili a te per difenderti (Art. 18.1.c)

Lo scenario: il titolare non ha più bisogno dei dati per le sue finalità (normalmente dovrebbe cancellarli, Art. 17), ma a te servono ancora per:

  • accertare un diritto;
  • esercitare un diritto;
  • difenderti in giudizio.

Esempio pratico: hai chiuso il conto in banca cinque anni fa. La banca vorrebbe cancellare i dati, non più necessari, ma tu hai una causa civile in corso contro la stessa banca per addebiti non autorizzati e ti servono gli estratti conto come prova. Chiedi la limitazione: la banca conserva i dati, ma non può usarli per altre finalità (per esempio profilazione o marketing).

Durata: finché ti servono (per esempio fino alla sentenza definitiva).

4. Mentre si valuta la tua opposizione al trattamento (Art. 18.1.d)

Lo scenario: ti sei opposto al trattamento (Art. 21.1 GDPR) per motivi legati alla tua situazione. Il titolare sta verificando se ha motivi legittimi prevalenti per continuare. Durante questa verifica, chiedi la limitazione.

Esempio pratico: un’azienda usa i tuoi dati per la profilazione di marketing sulla base del «legittimo interesse» (Art. 6.1.f). Ti opponi (Art. 21) e l’azienda deve valutare se il suo interesse prevale sulle tue ragioni. Nel frattempo chiedi la limitazione: i dati non possono essere usati per il marketing finché la valutazione non è conclusa.

Durata: fino alla decisione sul bilanciamento degli interessi.

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