Magnifica humanitas: Leone XIV chiede di disarmare l’AI e il potere di pochi
In questa analisi6 sezioni
Sezione 01 di 06: L’enciclica
Il 25 maggio 2026 la Santa Sede ha pubblicato Magnifica humanitas, prima enciclica di Leone XIV, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Il Papa l’ha firmata il 15 maggio, nel 135° anniversario della Rerum novarum di Leone XIII, e l’ha presentata di persona nell’Aula del Sinodo. Il parallelo è voluto: come la dottrina sociale nacque davanti alla rivoluzione industriale, così oggi si misura con quella digitale.
Il testo integrale conta 245 paragrafi, divisi in cinque capitoli oltre a introduzione e conclusione. Alla presentazione era presente anche Christopher Olah, cofondatore di Anthropic; la Santa Sede ha precisato che la sua presenza non significava un’approvazione dell’azienda.
Sezione 02 di 06: Disarmare l’intelligenza artificiale
La parola chiave è disarmare. Nel paragrafo 110 il Papa la spiega: sottrarre l’AI a una competizione che non è più soltanto militare, ma anche economica e cognitiva, la corsa all’algoritmo più potente e alla base di dati più grande. Disarmare, precisa, non significa rinunciare alla tecnologia, ma «impedirle di dominare l’umano». Per questo, conclude, l’AI non va solo regolata: va disarmata e resa ospitale.
Sezione 03 di 06: Una questione di potere
Il centro dell’enciclica non è la tecnica, ma chi la controlla. Il testo osserva che il potere su piattaforme, infrastrutture e dati si concentra in poche mani, private e spesso transnazionali, e chiede di dare un nome ai nuovi monopoli dell’AI. Brevetti, algoritmi, piattaforme e dati vengono collocati tra i beni che dovrebbero avere una destinazione universale. Il Papa parla di colonialismo dei dati e di vite ridotte a profili da cui estrarre valore.
Le richieste sono concrete: verifiche indipendenti, trasparenza sugli algoritmi, accesso equo ai dati, strumenti di ricorso. A Stati e istituzioni sovranazionali spetta garantire regole giuste e tutele efficaci.
Sezione 04 di 06: Lavoro e armi
Sul lavoro l’enciclica avverte che l’AI può impoverire le competenze e sottoporre i lavoratori a una sorveglianza automatizzata; la tutela dell’occupazione deve restare la regola. Sulla guerra la posizione è netta: non è lecito affidare a sistemi artificiali decisioni letali, e nessun algoritmo può rendere la guerra moralmente accettabile.
Il 30 ottobre, ricevendo scienziati ed esperti riuniti in Vaticano, Leone XIV ha ripreso questi temi e ha invitato gli Stati a compiere passi concreti verso la messa al bando delle armi autonome letali, in vista della conferenza di riesame della Convenzione su certe armi convenzionali, a Ginevra dal 16 al 20 novembre.
Sezione 05 di 06: Il confronto con le regole europee
Molte richieste dell’enciclica trovano un riscontro nel diritto europeo. Il Digital Services Act impone alle grandi piattaforme audit indipendenti e trasparenza sui sistemi di raccomandazione; il Digital Markets Act interviene sul potere dei gatekeeper; il GDPR riconosce diritti sui dati personali; l’AI Act prevede la supervisione umana sui sistemi ad alto rischio.
C’è però un punto scoperto. L’AI Act non si applica ai sistemi usati esclusivamente per scopi militari, di difesa o di sicurezza nazionale. Proprio il terreno su cui il Papa insiste di più resta fuori dalla principale legge europea sull’intelligenza artificiale, affidato a negoziati internazionali che finora non hanno prodotto un trattato vincolante.
La posizione di Algopolio
Sezione 06 di 06: La prospettiva di Algopolio
Magnifica humanitas sposta il dibattito dove deve stare: non sulla potenza delle macchine, ma sulla distribuzione del potere. Concentrazione dei dati, opacità degli algoritmi e assenza di rimedi non sono effetti collaterali, ma il modo in cui oggi funziona il mercato digitale.
Mantenere le persone al comando della tecnologia significa poter sapere, contestare e ottenere riparazione. Sono diritti che l’Europa ha in parte già scritto nelle sue leggi. La sfida è applicarli con coerenza, anche quando toccano gli interessi delle piattaforme più grandi.