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Sanders e Bannon sullo stesso palco: negli Usa nasce un fronte trasversale sull’AI

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Pro-Human AssemblyPro-Human Assembly, Washington D.C., 15 settembre 2026
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In questa analisi6 sezioni
  1. 01Che cosa è successo a Washington
  2. 02La proposta di Sanders e le distanze con Bannon
  3. 03La coalizione
  4. 04Perché conta
  5. 05Cosa significa per l’Europa
  6. 06La prospettiva di Algopolio

Sezione 01 di 06: Che cosa è successo a Washington

Il 15 settembre 2026 il Future of Life Institute ha riunito a Washington la Pro-Human Assembly, una giornata a inviti dedicata ai rischi dell’intelligenza artificiale. Dallo stesso palco, a pochi minuti di distanza, hanno parlato il senatore Bernie Sanders e Steve Bannon, ex stratega di Donald Trump. Tra gli oratori c’erano anche parlamentari dei due partiti, i vertici del sindacato AFL-CIO e della federazione degli insegnanti AFT, leader religiosi, attori e genitori di ragazzi morti dopo interazioni con chatbot.

Durante l’incontro gli organizzatori hanno annunciato che la Dichiarazione Pro-Human sull’AI, presentata a marzo, aveva superato il milione di firme.

Sezione 02 di 06: La proposta di Sanders e le distanze con Bannon

Sanders ha paragonato la superintelligenza alle armi nucleari: una minaccia per l’umanità da trattare come tale. Il 23 settembre ha presentato in Senato il Ban Artificial Superintelligence Act, scritto con il deputato Greg Casar. Il testo vieta in modo permanente lo sviluppo di sistemi capaci di superare l’essere umano nella maggior parte dei compiti o di minacciare l’umanità, sospende lo sviluppo dell’AI avanzata finché un’autorità federale non avrà fissato regole di sicurezza e prevede, per le aziende che violano il divieto, lo scioglimento giudiziale.

Bannon ha accusato i dirigenti del settore di voler scaricare i rischi sulla collettività tenendosi i profitti. Le sue ricette, però, sono diverse: diffidenza verso un trattato internazionale e misure contro la Cina. L’accordo riguarda la diagnosi, non la cura.

Sezione 03 di 06: La coalizione

Nella stessa giornata è nata la Pro-Human AI Coalition: oltre 50 organizzazioni di quattro continenti, fondata da Project Liberty, Future of Life Institute ed Ergo Impact, con Mila e Omidyar Network nel comitato direttivo. Tra i suoi filoni di lavoro c’è la collaborazione tra le cosiddette potenze intermedie; tra gli obiettivi, contributi per il vertice sull’AI di Ginevra del giugno 2027.

Sezione 04 di 06: Perché conta

Per anni la sicurezza dell’AI è sembrata un tema per specialisti. Oggi negli Stati Uniti mette d’accordo chi parla di oligarchie tecnologiche e chi difende famiglia e sovranità nazionale. È un fronte fragile, con visioni opposte su quasi tutto il resto. Ma segnala che la critica al potere delle grandi aziende tecnologiche non appartiene più a una sola parte politica.

Questo accade mentre il presidente Trump liquida gli allarmi sull’AI come infondati: la richiesta di regole arriva dalla società civile e da una parte del Congresso, non dal governo.

Sezione 05 di 06: Cosa significa per l’Europa

L’Unione europea ha già una legge: l’AI Act vieta alcune pratiche e impone obblighi specifici ai modelli di uso generale con rischi sistemici. Ma la direzione politica degli ultimi mesi è stata la semplificazione: con l’accordo raggiunto a maggio 2026 sull’omnibus digitale, gli obblighi per buona parte dei sistemi ad alto rischio sono slittati al dicembre 2027.

Il paradosso è evidente. Negli Stati Uniti, senza una legge federale, cresce una domanda trasversale di limiti. In Europa, dove le regole esistono, la pressione prevalente spinge ad alleggerirle. La lezione americana è che le norme tengono solo se esiste un consenso sociale che le sostiene, e quel consenso si costruisce parlando di lavoro, famiglie e minori, non solo di conformità tecnica.

La posizione di Algopolio

Sezione 06 di 06: La prospettiva di Algopolio

Mantenere le persone al comando della tecnologia è una questione di diritti, non di schieramento. Washington mostra che su questo terreno possono incontrarsi sensibilità lontanissime.

Per l’Europa il rischio è opposto: avere gli strumenti e non usarli fino in fondo. Prima di alleggerire le regole, conviene applicare con rigore quelle esistenti e chiedere alle aziende che sviluppano i modelli più potenti di rispondere davvero di ciò che immettono sul mercato.