Class Action vs Google · accolta dal Tribunale di Milano

Area · Reputazione digitale

Diritto contro la diffamazione online

È il diritto che protegge una persona da contenuti falsi o lesivi della reputazione pubblicati online, consentendo di intervenire contro chi diffonde accuse o informazioni dannose.

Posizione nella tavolaTutti i diritti

Cos’è

Il diritto contro la diffamazione online è il diritto di essere tutelato dalla lesione della propria reputazione attraverso contenuti pubblicati su internet (social media, siti web, blog, forum, recensioni) che:

  • ti attribuiscono fatti disonorevoli, offensivi o lesivi della tua dignità;
  • sono comunicati a più persone;
  • ledono la tua immagine personale o professionale.

Gli elementi della diffamazione online

Offesa alla reputazione

  • Attribuzione di fatti lesivi dell’onore o del decoro.
  • Non necessariamente falsi: anche fatti veri possono diffamare.
  • Giudizi offensivi, insinuazioni, accuse.

Comunicazione con più persone

  • Un post pubblico sui social.
  • Un articolo su un blog o un sito web.
  • Un commento visibile ad altri.
  • Una recensione online.

Identificabilità della vittima

  • Anche senza il nome completo.
  • Basta che chi legge possa riconoscerti.

L’aggravante online (Art. 595 comma 3 c.p.)

La diffamazione online rientra nell’ipotesi aggravata prevista per l’offesa recata con il mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità:

  • pena più grave: reclusione da 6 mesi a 3 anni o multa;
  • contro la multa o la reclusione fino a 1 anno della diffamazione semplice;
  • perché la diffusione è maggiore, i contenuti restano online e il danno è amplificato.

Il limite: la libertà di espressione

Non è diffamazione:

  • la critica legittima, anche dura, se supportata da fatti;
  • l’esercizio del diritto di cronaca (fatto vero, interesse pubblico);
  • la satira politica riconoscibile come tale;
  • le opinioni personali non offensive.

Dove si configura

Social media

Post su Facebook, Instagram, X

  • «Mario Rossi è un truffatore, non pagatelo»
  • «Luca Bianchi ha rubato soldi all’azienda»
  • «Sara Verdi è una poco di buono»

Commenti pubblici

  • Commenti offensivi sotto i post di altri.
  • Risposte diffamatorie a un tweet.
  • Commenti offensivi su YouTube.

Stories e reel

  • Anche se temporanei (24 ore), gli screenshot fanno prova.
  • La diffamazione è istantanea, ma documentabile.

Siti web e blog

Articoli diffamatori

  • Blog personali con accuse false.
  • Siti di «controinformazione» con contenuti diffamatori.
  • Forum con discussioni offensive.

Recensioni false o offensive

  • Su Google: «Ristorante sporco, proprietario disonesto».
  • Su TripAdvisor: recensioni false scritte per danneggiare.
  • Su Trustpilot: diffamazioni mascherate da recensioni.

Gruppi e chat

  • Gruppi Facebook e WhatsApp: se i messaggi sono condivisi con più persone; anche le chat private, se poi vengono diffuse.
  • Telegram e Discord: canali pubblici o gruppi ampi.

Video e podcast

  • YouTube: video che ti diffamano, descrizioni offensive.
  • Podcast: episodi con accuse false.

Quando non si applica

Diritto di cronaca

Servono tutti questi requisiti:

  • fatto vero (verità oggettiva);
  • interesse pubblico (rilevanza per la collettività);
  • continenza (forma corretta, nessuna offesa gratuita).

Diritto di critica

  • Opinione personale, non attribuzione di fatti falsi.
  • Base fattuale: fatti veri da cui deriva l’opinione.
  • Interesse pubblico o legittimo interesse privato.
  • Continenza espressiva.

Satira

  • Riconoscibile come satira o caricatura.
  • Rivolta a un personaggio pubblico o a un fatto noto.
  • Esagerazione evidente, non credibile come fatto reale.

Le informazioni di questa pagina hanno valore divulgativo e non sostituiscono una consulenza legale.