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Il blocco dei modelli Anthropic e la vulnerabilità digitale dell’Europa

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Milano FinanzaMilano Finanza, 17 giugno 2026
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In questa analisi6 sezioni
  1. 01Cosa è successo davvero
  2. 02Un caso distinto dallo scontro con il Pentagono
  3. 03La reazione europea
  4. 04Una dipendenza strutturale
  5. 05Le risposte sul tavolo
  6. 06La prospettiva di Algopolio

Sezione 01 di 06: Cosa è successo davvero

Dire che il governo statunitense abbia spento Anthropic non è esatto. I fatti sono più circoscritti, e per questo più istruttivi.

Venerdì 12 giugno 2026, tre giorni dopo il lancio dei modelli Fable 5 e Mythos 5, il Dipartimento del Commercio ha notificato ad Anthropic una direttiva di controllo delle esportazioni, motivata con generiche ragioni di sicurezza nazionale. L’ordine vietava l’accesso ai due modelli a qualunque cittadino straniero, dentro o fuori dagli Stati Uniti, compresi i dipendenti stranieri dell’azienda. Non potendo verificare in tempo reale la nazionalità degli utenti, Anthropic ha sospeso i due modelli per tutti. Gli altri modelli sono rimasti disponibili.

All’origine, secondo la ricostruzione dell’azienda, c’era un rapporto di ricercatori di Amazon su un modo per aggirare le protezioni di Fable 5. Anthropic ha contestato la proporzionalità della misura. Dopo settimane di trattative, il 30 giugno i controlli sono stati revocati: Fable 5 è tornato disponibile a livello globale dal 1° luglio, con un nuovo classificatore sviluppato insieme al governo, mentre Mythos 5 è stato riattivato solo per alcune organizzazioni statunitensi.

Sezione 02 di 06: Un caso distinto dallo scontro con il Pentagono

La vicenda non va confusa con il conflitto aperto a febbraio. Il 27 febbraio Trump aveva ordinato alle agenzie federali di smettere di usare i prodotti Anthropic e il Pentagono aveva classificato l’azienda come rischio per la catena di fornitura, dopo il suo rifiuto di rimuovere i limiti all’uso per armi pienamente autonome e per la sorveglianza di massa interna. Quella disputa è ancora davanti ai giudici. L’ordine di giugno aveva invece un bersaglio diverso: gli utenti non statunitensi, cittadini, imprese e amministrazioni europee comprese.

Sezione 03 di 06: La reazione europea

La Commissione, tramite il portavoce Thomas Regnier, ha fatto sapere di valutarne le conseguenze per gli utenti dell’Unione, ha chiesto che misure simili non discriminino i partner e ha indicato nell’episodio un’ulteriore ragione per rafforzare la sovranità tecnologica. A Venezia la presidente della Bce Christine Lagarde ha parlato di una «profonda vulnerabilità strategica» dell’Europa, dipendente da poche aziende concentrate in California. Già a maggio, dopo settimane di contatti, la Commissione non era riuscita a ottenere l’accesso all’anteprima di Mythos, riservata soprattutto a imprese e agenzie statunitensi.

Sezione 04 di 06: Una dipendenza strutturale

Il caso rende visibile un dato noto. Secondo il rapporto preliminare del Panel scientifico dell’ONU sull’AI, gli Stati Uniti concentrano il 75% della potenza di calcolo dei 500 maggiori supercomputer per l’AI, e quasi tutti i modelli generalisti di punta sono sviluppati da aziende statunitensi e cinesi. La maggior parte degli Stati usa sistemi che non può costruire, ispezionare né verificare.

Così una decisione presa a Washington nel giro di poche ore può cambiare il lavoro di ospedali, imprese e uffici pubblici europei. Secondo un’analisi del CSIS, peraltro, il potere invocato non era mai stato usato prima come base per un controllo di questo tipo.

Sezione 05 di 06: Le risposte sul tavolo

Il 3 giugno la Commissione aveva presentato il pacchetto sulla sovranità tecnologica: il Chips Act 2.0, il Cloud and AI Development Act, che introduce un quadro comune per valutare la sovranità dei servizi cloud e di AI e semplifica la realizzazione di data center, e una strategia per l’open source. Le proposte sono ora all’esame di Parlamento e Consiglio.

Sovranità, però, non significa autarchia. Significa poter scegliere tra fornitori diversi, disporre di alternative europee e aperte, ottenere garanzie di continuità del servizio e sapere in base a quali criteri un accesso può essere sospeso.

La posizione di Algopolio

Sezione 06 di 06: La prospettiva di Algopolio

Algopolio guarda a questo episodio dal lato delle persone. Quando un servizio da cui dipendono lavoro, cure e diritti può essere interrotto da una decisione presa altrove, senza criteri trasparenti e senza rimedi, il problema non è solo industriale. È una questione di responsabilità democratica: chi decide deve rispondere delle proprie scelte, e l’Europa deve avere la capacità concreta di non subirle.