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L’accordo della Casa Bianca sull’AI: impegni morali al posto delle regole

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Il Sole 24 OreIl Sole 24 Ore, 29 settembre 2026
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In questa analisi5 sezioni
  1. 01Il pranzo del 29 settembre
  2. 02Cosa c’è scritto
  3. 03Il contesto
  4. 04Autoregolazione e regole
  5. 05Perché riguarda anche noi

Sezione 01 di 05: Il pranzo del 29 settembre

Martedì 29 settembre 2026 Donald Trump e lo speaker della Camera Mike Johnson hanno riunito alla Casa Bianca una ventina di leader del settore tecnologico. Al termine il presidente e sei di loro hanno firmato il White House Accord on Super Intelligence: Sundar Pichai (Google), Dario Amodei (Anthropic), Mark Zuckerberg (Meta), Greg Brockman (OpenAI), Elon Musk (xAI) e Jensen Huang (Nvidia). Al tavolo sedevano anche Jeff Bezos, Satya Nadella e Lisa Su, oltre a esponenti dell’amministrazione come il vicepresidente JD Vance. Lo stesso giorno Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone alle agenzie federali di chiamare l’intelligenza artificiale super intelligence.

Sezione 02 di 05: Cosa c’è scritto

Il testo, una sola pagina, chiede a ogni azienda che addestra modelli di frontiera quattro livelli di controllo: controlli interni su capacità e allineamento dei modelli durante addestramento e distribuzione, anche per i rischi informatici, biologici e chimici; un team interno che ne verifichi il funzionamento; un auditor o valutatore esterno indipendente; un comitato indipendente del consiglio di amministrazione che vigili sull’insieme. Le imprese si impegnano a incontrarsi regolarmente per definire standard e buone pratiche, e riconoscono che queste misure potrebbero un giorno diventare legge.

Non sono previste sanzioni né un’autorità di controllo. Johnson lo ha presentato come una dichiarazione di principi volontaria. Trump lo ha definito «moralmente vincolante», rinviando per il resto al Dipartimento di Giustizia, all’FBI e a un possibile comitato di dieci persone.

Sezione 03 di 05: Il contesto

L’accordo arriva nella settimana in cui OpenAI ha rinunciato a lanciare GPT-6.1 Astra per problemi rilevati nei test di sicurezza e in cui sono trapelati i contenuti del prospetto di quotazione di Anthropic, che parla di rischi catastrofici o esistenziali. In Congresso giacciono diversi disegni di legge, ma la maggioranza non mostra fretta. Il senatore democratico Mark Warner ha chiesto regole obbligatorie su test, valutazioni e segnalazione degli incidenti per i modelli più avanzati.

Non è un precedente isolato: già nel luglio 2023 l’amministrazione Biden aveva raccolto impegni volontari da sette aziende del settore. Lo schema resta lo stesso, promesse senza strumenti per farle rispettare.

Sezione 04 di 05: Autoregolazione e regole

La differenza non è di grado ma di natura. Nell’accordo è l’azienda a scegliere l’auditor, a decidere che cosa rendere pubblico e, di fatto, a stabilire che cosa sia un modello di frontiera, termine che il testo non definisce. Se un impegno viene disatteso, non accade nulla.

L’AI Act segue un’altra logica. Gli obblighi per i modelli per finalità generali con rischio sistemico (valutazioni, test avversariali, mitigazione dei rischi, notifica degli incidenti gravi, cybersicurezza) sono legge, li sorveglia l’AI Office e dal 2 agosto 2026 la Commissione può sanzionarne la violazione fino al 3% del fatturato mondiale o 15 milioni di euro. Anche l’Unione usa uno strumento volontario, il codice di buone pratiche pubblicato nel luglio 2025, ma come mezzo per dimostrare il rispetto di obblighi vincolanti, non come loro sostituto. Meta, firmataria a Washington, nel 2025 si era rifiutata di sottoscriverlo.

La posizione di Algopolio

Sezione 05 di 05: Perché riguarda anche noi

C’è un paradosso: tra i firmatari figura Dario Amodei, che poche settimane prima aveva scritto che la regolazione è la via più efficace per governare lo sviluppo dell’AI. Algopolio ritiene che la sicurezza delle persone non possa poggiare su impegni morali presi a pranzo. La responsabilità esiste quando c’è un soggetto terzo con il potere di verificare e sanzionare, e quando cittadini e utenti possono conoscere i rischi e far valere i propri diritti.