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Il Sole 24 OreIl Sole 24 Ore – Alessandro Longo, «La sfida è trovare regole partendo dai dati», dicembre 2025
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In questa analisi4 sezioni
  1. 01Oltre il consenso formale: il nodo dei dati
  2. 02L’impatto sistemico dell’AI sulla regolazione
  3. 03Trasparenza, informativa, responsabilità
  4. 04Regole come infrastruttura democratica

Sezione 01 di 04: Oltre il consenso formale: il nodo dei dati

L’intelligenza artificiale ha reso evidente un limite strutturale dell’attuale paradigma regolatorio: il consenso non basta più. Quando i dati diventano materia prima continua, diffusa, riutilizzabile e combinabile, il modello basato su un “sì” iniziale perde efficacia. La questione non è solo giuridica, ma politica: chi controlla i dati esercita potere, indipendentemente dal fatto che l’utente abbia formalmente accettato.

Sezione 02 di 04: L’impatto sistemico dell’AI sulla regolazione

Come sottolinea Rocco Panetta, l’impatto dell’AI è totale perché totale è la sua dipendenza dai dati, in particolare quelli personali. L’Europa si trova così a dover governare una tensione strutturale: proteggere diritti fondamentali senza soffocare l’innovazione. Ma il rischio opposto è altrettanto concreto: un’innovazione lasciata alle sole logiche di mercato tende a spostare il baricentro del potere verso chi detiene infrastrutture, modelli e capacità di elaborazione.

Sezione 03 di 04: Trasparenza, informativa, responsabilità

L’articolo richiama un punto cruciale spesso rimosso dal dibattito pubblico: l’informativa non è un adempimento burocratico, ma una condizione democratica. Sapere quali dati vengono raccolti, per quali finalità e con quali conseguenze non è un dettaglio tecnico, ma il presupposto per l’esercizio effettivo dei diritti. Senza trasparenza reale, l’opt-out resta teorico e la tutela diventa simbolica.

Sezione 04 di 04: Regole come infrastruttura democratica

La sfida, allora, non è semplicemente “regolare l’AI”, ma ridefinire il rapporto tra dati, potere e cittadinanza digitale. Le regole non possono limitarsi a inseguire la tecnologia: devono diventare infrastruttura democratica, capace di redistribuire asimmetrie e impedire che l’innovazione si trasformi in una nuova forma di dominio opaco.