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Il potere invisibile di Peter Thiel

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Corriere della SeraCorriere della Sera, marzo 2026
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In questa analisi4 sezioni
  1. 01L’ideologo della tecnocrazia
  2. 02La potenza dei dati
  3. 03Tecnologia e politica
  4. 04Il rischio della tecnocrazia

Sezione 01 di 04: L’ideologo della tecnocrazia

Peter Thiel è da anni una delle figure più influenti e meno visibili della Silicon Valley. Filosofo di formazione, imprenditore e investitore, ha costruito nel tempo una rete di aziende, fondi e relazioni politiche che lo collocano al centro dell’ecosistema tecnologico e finanziario globale.

Il suo nome è legato soprattutto a Palantir, la società specializzata nell’analisi avanzata dei dati utilizzata da governi, agenzie di intelligence e apparati militari in decine di paesi.

Sezione 02 di 04: La potenza dei dati

Palantir rappresenta uno dei casi più emblematici di come l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati stiano trasformando il potere pubblico. Le piattaforme sviluppate dall’azienda consentono di aggregare enormi quantità di informazioni provenienti da fonti diverse, individuando correlazioni e pattern invisibili all’analisi tradizionale.

Questo tipo di tecnologia viene impiegato in ambiti molto diversi: sicurezza nazionale, controllo delle frontiere, intelligence, gestione sanitaria e investigazioni criminali.

Il punto critico riguarda il livello di accesso e di controllo che tali sistemi possono esercitare sulla vita dei cittadini.

Sezione 03 di 04: Tecnologia e politica

Nel corso degli anni Thiel ha costruito rapporti diretti con ambienti politici e istituzionali, sostenendo candidati e promuovendo figure vicine al suo pensiero. Questa connessione tra potere tecnologico e potere politico è diventata una delle caratteristiche strutturali della nuova economia digitale.

Quando le infrastrutture tecnologiche sono sviluppate da attori privati ma utilizzate per funzioni pubbliche fondamentali, il confine tra impresa e Stato diventa sempre più sottile.

La posizione di Algopolio

Sezione 04 di 04: Il rischio della tecnocrazia

Algopolio osserva che l’ascesa di aziende come Palantir pone una questione centrale: chi governa gli strumenti che analizzano e interpretano i dati delle società contemporanee?

Se le tecnologie che organizzano l’informazione pubblica sono controllate da pochi soggetti privati, il rischio è quello di una nuova forma di tecnocrazia in cui il potere decisionale si sposta progressivamente dalle istituzioni democratiche alle infrastrutture digitali.

La sfida non è fermare l’innovazione, ma garantire che i sistemi che gestiscono dati e algoritmi restino sottoposti a controllo pubblico e trasparenza.