Class Action vs Google · accolta dal Tribunale di Milano
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Il Sole 24 OreIl Sole 24 Ore, febbraio 2026
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In questa analisi4 sezioni
  1. 01Il “privilegio media” nel Digital Services Act
  2. 02Trasparenza e responsabilità delle piattaforme
  3. 03Informazione professionale nell’era dell’AI
  4. 04Contro la censura sistemica

Sezione 01 di 04: Il “privilegio media” nel Digital Services Act

La Commissione europea interviene sul rapporto tra piattaforme e giornalismo professionale, chiarendo l’attuazione dell’articolo 18 dell’European Media Freedom Act. L’obiettivo è circoscrivere il potere di rimozione delle Very Large Online Platforms quando sono in gioco contenuti di natura giornalistica.

Il punto è semplice: i fornitori di servizi media devono essere informati in anticipo di eventuali decisioni di rimozione e devono poter contestare la misura entro tempi rapidi. La moderazione non può trasformarsi in un atto opaco e unilaterale.

Non si tratta di un’immunità, ma di una garanzia procedurale.

Sezione 02 di 04: Trasparenza e responsabilità delle piattaforme

Le piattaforme sono chiamate ad attivare una funzione dedicata, visibile e integrata nell’infrastruttura digitale, che consenta ai fornitori di servizi media di dichiarare la natura giornalistica dei contenuti. Le decisioni di moderazione devono essere motivate, contestabili e tracciabili.

È un passaggio rilevante: la governance della moderazione non è più solo tecnica. Diventa giuridica. La trasparenza non è un optional, ma un requisito strutturale.

In un ecosistema dominato da algoritmi e sistemi automatizzati, il rischio di rimozioni improprie o sproporzionate è reale. L’obbligo di revisione e di informazione preventiva mira a riequilibrare un rapporto asimmetrico.

Sezione 03 di 04: Informazione professionale nell’era dell’AI

Un elemento centrale riguarda anche i contenuti generati o manipolati tramite intelligenza artificiale. La tutela prevista si estende ai contenuti forniti dai media, ma resta ferma la necessità di controllo editoriale e revisione umana.

Il legislatore europeo riconosce implicitamente che l’AI può incidere sulla circolazione dell’informazione, amplificando errori, distorsioni o interferenze. Proprio per questo, la responsabilità editoriale diventa criterio distintivo.

Non è la tecnologia in sé a determinare la legittimità, ma il contesto professionale e la tracciabilità delle scelte.

Sezione 04 di 04: Contro la censura sistemica

L’obiettivo dichiarato è evitare che le piattaforme esercitino un potere di fatto censorio attraverso meccanismi di moderazione poco trasparenti. Quando un soggetto privato controlla l’accesso a un pubblico di milioni di utenti, la rimozione di un contenuto assume un rilievo costituzionale.

La libertà di stampa nell’ecosistema digitale non può dipendere da policy interne modificabili unilateralmente.