top of page

«Volevo essere nessuno» – Una battaglia per la reputazione digitale

Enea Angelo Trevisan per Mondadori Electa, dicembre 2019

Una storia personale che diventa un monito collettivo

Nel volume, Enea Angelo Trevisan racconta con schiettezza la sua esperienza di «calvario digitale»: vittima di omonimia, di notizie superate o inesatte, ha visto la sua reputazione online compromessa — e da questa vicenda ha tratto la spinta per fondare una realtà come Ealixir, attiva nella tutela del diritto all’oblio, nella lotta contro le fake news e nella web reputation. Il cuore del libro non è solo il racconto autobiografico, ma la riflessione sull’essere “visibili per forza” in un ecosistema digitale in cui il primo link su Google può diventare la sentenza che non ci meritiamo.

Temi centrali: reputazione, oblio e disinformazione

Trevisan e Mazza indagano tre grandi filoni:

  • La reputazione online, fragile e spesso esposta: basta una pagina errata o una cattiva indicizzazione per compromettere identità, opportunità e tranquillità.

  • Il diritto all’oblio, inteso non come cancellazione sistematica, ma come equilibrio: la possibilità di «essere qualcun altro» rispetto a quello che il web decide per noi.

  • Le fake news e la disinformazione: come le false notizie e la lentezza del web nel correggere il corso possono trasformare una persona innocente in «colpevole digitale».

Punti di forza e rilevanza

  • Il libro è accessibile: pur trattando temi tecnico-giuridici, lo fa con linguaggio chiaro e diretto, rendendolo utile anche a chi non è esperto in diritto digitale o informatica.

  • È attuale: riflette un mondo in cui la visibilità digitale è parte integrante della vita personale, professionale e sociale. Per Algopolio, che promuove la tutela dei diritti digitali dei cittadini, questo saggio può costituire un prezioso strumento di sensibilizzazione.

  • L’approccio è pragmatico e critico: Trevisan non si limita a denunciare, ma ambisce al cambiamento normativo, mostrando che la reputazione digitale non è solo un tema individuale, ma collettivo.

Perché leggerlo oggi

In un’era in cui gli algoritmi selezionano ciò che vediamo, ciò che veniamo e ciò che possiamo essere, «Volevo essere nessuno» invita a riflettere su chi controlla la narrazione della nostra immagine. Per la comunità di Algopolio diventa un richiamo: la reputazione digitale è un diritto da proteggere, l’oblio è parte integrante della dignità e la disinformazione una minaccia alla libertà.

 
 
 

Commenti


bottom of page