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Libertà di stampa e potere di rimozione

Fonte: Il Sole 24 Ore, febbraio 2026

Il “privilegio media” nel Digital Services Act

La Commissione europea interviene sul rapporto tra piattaforme e giornalismo professionale, chiarendo l’attuazione dell’articolo 18 dell’European Media Freedom Act. L’obiettivo è circoscrivere il potere di rimozione delle Very Large Online Platforms quando sono in gioco contenuti di natura giornalistica.

Il punto è semplice: i fornitori di servizi media devono essere informati in anticipo di eventuali decisioni di rimozione e devono poter contestare la misura entro tempi rapidi. La moderazione non può trasformarsi in un atto opaco e unilaterale.

Non si tratta di un’immunità, ma di una garanzia procedurale.

Trasparenza e responsabilità delle piattaforme

Le piattaforme sono chiamate ad attivare una funzione dedicata, visibile e integrata nell’infrastruttura digitale, che consenta ai fornitori di servizi media di dichiarare la natura giornalistica dei contenuti. Le decisioni di moderazione devono essere motivate, contestabili e tracciabili.

È un passaggio rilevante: la governance della moderazione non è più solo tecnica. Diventa giuridica. La trasparenza non è un optional, ma un requisito strutturale.

In un ecosistema dominato da algoritmi e sistemi automatizzati, il rischio di rimozioni improprie o sproporzionate è reale. L’obbligo di revisione e di informazione preventiva mira a riequilibrare un rapporto asimmetrico.

Informazione professionale nell’era dell’AI

Un elemento centrale riguarda anche i contenuti generati o manipolati tramite intelligenza artificiale. La tutela prevista si estende ai contenuti forniti dai media, ma resta ferma la necessità di controllo editoriale e revisione umana.

Il legislatore europeo riconosce implicitamente che l’AI può incidere sulla circolazione dell’informazione, amplificando errori, distorsioni o interferenze. Proprio per questo, la responsabilità editoriale diventa criterio distintivo.

Non è la tecnologia in sé a determinare la legittimità, ma il contesto professionale e la tracciabilità delle scelte.

Contro la censura sistemica

L’obiettivo dichiarato è evitare che le piattaforme esercitino un potere di fatto censorio attraverso meccanismi di moderazione poco trasparenti. Quando un soggetto privato controlla l’accesso a un pubblico di milioni di utenti, la rimozione di un contenuto assume un rilievo costituzionale.

La libertà di stampa nell’ecosistema digitale non può dipendere da policy interne modificabili unilateralmente.

Algopolio osserva che questa fase segna un punto di svolta: l’Europa sta cercando di tradurre i principi della libertà di espressione in obblighi operativi per le piattaforme. Ma la vera sfida sarà l’enforcement. Senza controlli effettivi, tempi certi e sanzioni proporzionate, la tutela rischia di restare formale.

La libertà di stampa non è solo assenza di censura statale. È anche limitazione del potere privato che governa l’infrastruttura dell’informazione. In questo equilibrio si gioca il futuro del pluralismo digitale europeo.

 
 
 

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