Privacy e diritti sotto la minaccia delle tecnologie di sorveglianza
- Algopolio
- 30 ott
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Aggiornamento: 3 nov
Fonte: Il Sole 24 Ore – Privacy e diritti sotto la minaccia delle tecnologie di sorveglianza di Gianni Rusconi, Nòva24, 12 ottobre 2025
L’era della sorveglianza diffusa: sicurezza o controllo?
Nel suo approfondimento pubblicato su Nòva24, Gianni Rusconi mette in luce una delle questioni più urgenti del nostro tempo: la progressiva erosione della privacy individuale sotto la pressione delle nuove tecnologie di sorveglianza. Dall’intelligenza artificiale al riconoscimento facciale, dai dispositivi smart agli algoritmi predittivi, la nostra quotidianità è ormai scandita da sistemi che raccolgono, analizzano e interpretano dati personali con una capillarità mai vista prima. Dietro la promessa di maggiore sicurezza pubblica, si nasconde una deriva di controllo sistemico che rischia di ridefinire i confini stessi della libertà individuale.
La società dei dati e l’accelerazione tecnologica
La combinazione tra intelligenza artificiale, cloud e infrastrutture di sorveglianza sta creando un ecosistema globale fondato sulla raccolta massiva di informazioni biometriche e comportamentali. La Cina, ad esempio, è già leader mondiale nei sistemi di riconoscimento facciale, ma anche Stati Uniti, Russia, Corea del Sud e Paesi europei stanno investendo in tecnologie analoghe. Questa “società dei dati”, avverte Il Sole 24 Ore, non mira solo a prevenire reati o migliorare la sicurezza, ma tende a normalizzare la sorveglianza come componente strutturale della convivenza civile. Il rischio, sottolinea l’esperto citato nell’articolo, Andrea Baldrati, è che la raccolta algoritmica di informazioni diventi una “forma di profiling permanente” capace di definire l’identità digitale dei cittadini e condizionarne comportamenti e diritti.
Il paradosso della sicurezza: protezione o vulnerabilità?
L’articolo pone un interrogativo centrale: fino a che punto siamo disposti a sacrificare la nostra privacy in nome della sicurezza? Dai sistemi di smart security domestici alle piattaforme di videosorveglianza urbana, il confine tra tutela e intrusione è ormai sempre più labile. Come evidenziano i dati di Statista Market Insights, il mercato globale del riconoscimento facciale raggiungerà oltre 143 miliardi di dollari entro il 2031, mentre il numero di utenti di smart camera domestiche supererà i 570 milioni entro il 2029. Un’espansione che, come osserva Rusconi, “accresce la sensazione di sicurezza ma anche la possibilità di un controllo senza precedenti sulle persone”.
L’Europa tra regolazione e ambiguità normativa
L’Unione Europea, con l’introduzione dell’AI Act e del Digital Services Act, tenta di imporre limiti etici e giuridici all’uso dell’intelligenza artificiale e dei dati biometrici. Tuttavia, la frammentazione tra i Paesi membri e l’assenza di una visione unitaria rendono difficile garantire una tutela effettiva. L’Europa oscilla tra la volontà di difendere la privacy e la necessità di competere in un mercato dominato da Stati Uniti e Cina, dove le regole sulla raccolta dei dati sono molto più flessibili. Il rischio è che anche in Europa si consolidi una cultura del consenso apparente, in cui l’utente, pur accettando le condizioni d’uso, perde ogni reale controllo sul proprio destino digitale.
Chat Control e l’ombra del controllo preventivo
Il tema si intreccia con la controversa proposta europea di Chat Control, che mira a monitorare le comunicazioni digitali private per prevenire crimini e abusi. Esperti di cybersecurity e associazioni per i diritti civili denunciano il pericolo di “una sorveglianza preventiva di massa travestita da tutela dei minori”. Il meccanismo, fondato sull’analisi automatica dei contenuti scambiati via chat e cloud, apre la strada a un controllo generalizzato delle conversazioni private, minando il principio di riservatezza che è alla base delle democrazie liberali. Un segnale di come il confine tra protezione e violazione stia diventando sempre più sottile.
La risposta civile: ricostruire un equilibrio tra libertà e sicurezza
L’articolo si chiude con un monito che risuona perfettamente con la missione di Algopolio: la difesa dei diritti digitali è oggi una battaglia culturale prima ancora che giuridica. In un mondo in cui gli algoritmi decidono chi siamo, cosa vediamo e quanto valiamo, la libertà non è un’eredità ma una conquista quotidiana. Come ammoniva Edward Snowden, citato nell’articolo: “Quanto siete disposti a sacrificare della vostra vita privata per il beneficio di una sorveglianza globale?” La risposta, oggi, dipende dalla nostra capacità collettiva di pretendere trasparenza, responsabilità e giustizia digitale.


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