top of page

La class action Covid entra nel perimetro del diritto amministrativo

Fonte: Il Sole 24 Ore, gennaio 2026

La giurisdizione che cambia

La decisione delle Sezioni Unite di spostare la class action Covid davanti al giudice amministrativo segna un passaggio cruciale: la gestione dell’emergenza pandemica non viene più letta come una somma di responsabilità individuali, ma come esercizio di potere pubblico. È un cambio di cornice che ridefinisce il piano del conflitto: non più solo risarcimento del danno, ma verifica dell’azione amministrativa.

Lo Stato come soggetto giudicabile

La scelta riconosce che le decisioni assunte durante la pandemia – protocolli sanitari, limitazioni, obblighi – rientrano nella sfera della discrezionalità amministrativa. Ma discrezionalità non significa immunità. Al contrario, apre alla possibilità di valutare se lo Stato abbia esercitato correttamente il proprio potere, nel rispetto dei diritti fondamentali.

Tecnica, emergenza e responsabilità

Il nodo non è il virus, ma il modello decisionale adottato. La pandemia ha accelerato l’uso di strumenti tecnici, dati, modelli previsionali e algoritmi di supporto alle scelte pubbliche. Portare il caso davanti al Tar significa interrogare proprio questo intreccio tra scienza, tecnica e potere, e chiedere conto delle sue conseguenze.

Il precedente che resta

Al di là dell’esito, la pronuncia stabilisce un principio: anche nelle emergenze, l’azione pubblica è sindacabile. Per Algopolio, è un passaggio centrale. Governare la complessità non può mai tradursi in sospensione della responsabilità. La tecnologia può supportare le decisioni, ma non sostituire il controllo democratico su chi le prende.

 
 
 

Commenti


bottom of page