L'insicurezza digitale dell'Europa
- Algopolio
- 18 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Fonte: Corriere della Sera – «L’IAnsicurezza dell’Europa», 7 dicembre 2025
Pressioni politiche, lobbying aggressivo, asimmetrie di potere: l’allarme di Marietje Schaake
L’articolo del Corriere riporta l’analisi di Marietje Schaake, ex parlamentare europea e docente a Stanford, che definisce il comportamento delle Big Tech come un vero e proprio “colpo di Stato silenzioso”: un processo di infiltrazione nelle istituzioni democratiche attraverso pressioni economiche, lobbying, influenza normativa e capacità tecnologica senza precedenti.
Schaake denuncia un fenomeno che Algopolio mette al centro della propria missione: le aziende tecnologiche non sono più semplici imprese private, ma attori politici con potere diretto sulla sicurezza, sulla conoscenza e sulla governance delle società democratiche.
Dalla Silicon Valley all’Europa: il trasferimento di potere fuori dalla sfera pubblica
Secondo l’articolo, Schaake ha compreso “di aver contribuito alla scrittura di una visione del mondo sbagliata”, quando ha capito come la Silicon Valley avesse sostituito nella pratica la funzione delle istituzioni. Nel suo racconto emergono tre processi chiave:
Cattura normativa: le Big Tech influenzano o bloccano regolamenti sfavorevoli.
Eccessiva dipendenza infrastrutturale: Stati e governi usano tecnologie che non controllano.
Privatizzazione del potere decisionale: algoritmi e piattaforme decidono ciò che vediamo, compriamo, crediamo.
È un disallineamento strutturale: la tecnologia corre più veloce della legge, e le piattaforme dominanti possono agire senza opposizione reale.
L’Europa nella trappola: regole senza enforcement, istituzioni senza potere
Schaake evidenzia che l’UE possiede strumenti importanti — Digital Services Act, Digital Markets Act, AI Act — ma non la capacità politica e tecnica di imporsi davvero contro Big Tech.
La causa principale è duplice:
Dipendenza economica e tecnologica: Stati, imprese e cittadini non possono “spegnere” le piattaforme.
Mancanza di immaginazione istituzionale: le istituzioni europee inseguono il digitale, senza riuscire a progettarne una versione democratica alternativa.
Il risultato è una democrazia vulnerabile, dove decisioni critiche vengono esternalizzate a soggetti privati che rispondono al mercato, non ai cittadini.
Il costo sociale dell’inefficienza politica: sicurezza, salute, diritti
L’articolo ricorda come l’inerzia normativa torni a colpire direttamente le persone:
sistemi di AI non controllati influenzano sanità, scuola, lavoro;
la mancanza di trasparenza alimenta disinformazione e polarizzazione;
le piattaforme monetizzano dati sensibili senza responsabilità adeguate;
i prodotti digitali diventano inevitabili per i cittadini, imponendo modelli comportamentali e contrattuali non negoziabili.
La questione non è “anti-tech”: è anti-monopolio del potere decisionale.
Perché questa analisi è cruciale per Algopolio
Il grande punto dell’articolo coincide con il fulcro del lavoro di Algopolio: una democrazia digitale richiede che il potere tecnologico sia comprensibile, regolato e soprattutto limitato. Schaake invita l’Europa ad “immaginare nuovi modelli” per ripensare il digitale. Algopolio risponde a quell’appello in modo concreto: ridare ai cittadini la capacità di capire, scegliere e difendere i propri diritti nell’ecosistema delle Big Tech.
Perché la vera insicurezza dell’Europa non è tecnologica, è politica. E si combatte costruendo trasparenza, responsabilità e un nuovo immaginario digitale comune.

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