L'appello degli Editori contro le Big Tech
- Algopolio
- 6 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Fonte: Il Sole 24 Ore – «Editori: “Serve intervento contro lo squilibrio creato dalle Big Tech”», 2 dicembre 2025
L’editoria come presidio democratico sotto pressione
L’articolo denuncia una dinamica che da anni mina uno dei pilastri costituzionali del nostro Paese: il diritto all’informazione. Secondo Fieg, Aie e Confindustria Radio Televisioni, il mercato digitale — dominato dalle Big Tech — ha generato uno squilibrio competitivo insostenibile, in cui editori, giornali, radio e produttori di contenuti sono costretti a competere in un ecosistema che non è più “alla pari”. Il risultato è un indebolimento strutturale di chi produce conoscenza e pluralismo, mentre piattaforme globali aggregano contenuti altrui, trattengono la maggior parte del valore economico e drenano risorse pubblicitarie.
Le richieste degli editori: una strategia, non misure episodiche
Le associazioni chiedono al Governo una risposta sistemica:
tutela del diritto d’autore,
sostegni mirati all’innovazione,
politiche fiscali adeguate,
piena applicazione dei regolamenti europei (DSA, DMA, AI Act).
Non si tratta di protezionismo, ma di riconoscere che la produzione editoriale non è un prodotto qualunque: è un servizio civico essenziale. Gli editori ricordano che il loro ruolo è garantire il pluralismo, produrre conoscenza strutturata, alimentare un dibattito pubblico informato. A essere minacciata non è solo la loro sopravvivenza economica, ma l’equilibrio costituzionale del mercato delle idee.
Il paradosso economico: contenuti prodotti da pochi, profitti catturati da altri
Le piattaforme digitali offrono servizi “gratuiti” che competono con le fonti originali e, grazie all’enorme disponibilità di dati degli utenti, riescono a monetizzare molto più dei produttori dei contenuti stessi. È il noto paradosso della “disintermediazione finta”: le Big Tech sembrano eliminare intermediari, ma in realtà sostituiscono gli editori come porta d’accesso principale all’informazione, trattenendo la quasi totalità dei benefici economici. Secondo gli editori, questo provoca:
perdita di ricavi,
indebolimento del tessuto giornalistico,
difficoltà a sostenere i costi della produzione informativa,
rischio per il pluralismo e la qualità democratica.
Un’emergenza strutturale: l’informazione non è solo un settore economico
La crisi dell’editoria non può essere trattata come una flessione di mercato: riguarda la salute dell’ecosistema democratico. Quando il potere informativo si concentra nelle mani di pochissimi attori globali, non regolati localmente, il sistema perde la sua capacità di mediazione culturale e controllo civico. Le Big Tech non si limitano a distribuire contenuti: li selezionano, li organizzano, li monetizzano e spesso ne condizionano la visibilità attraverso algoritmi non trasparenti. È in questo squilibrio tra produzione e intermediazione che si annida la minaccia più profonda: l’informazione rischia di diventare un sottoprodotto dell’economia dei dati.
Sovranità culturale e nuova regolazione
Fieg, Aie e CRT invitano a un nuovo patto regolatorio che riconosca la necessità di ristabilire le regole del gioco. Significa garantire condizioni eque di distribuzione, impedire pratiche predatorie, riconoscere il valore dei contenuti editoriali e salvaguardare la libertà di informazione. Le piattaforme non possono continuare a operare come Stati privati in grado di ridefinire unilateralmente l’accesso all’informazione. La sfida è politica, culturale ed economica allo stesso tempo.
Il contributo di Algopolio: restituire equilibrio nel rapporto tra cittadini, media e piattaforme
Il tema affrontato nell’articolo del Sole 24 Ore incarna pienamente uno dei motivi fondanti di Algopolio: difendere il diritto all’informazione e contrastare gli squilibri strutturali generati dal potere digitale.
Algopolio agisce su più livelli:
analizza criticamente le dinamiche con cui le piattaforme influenzano informazione e opinione pubblica;
sostiene iniziative legali e civiche per riequilibrare rapporti di forza ormai distorti;
aiuta cittadini, giornalisti ed editori che subiscono pratiche scorrette o forme di opacità algoritmica;
promuove una cultura digitale fondata su trasparenza, responsabilità e tutela del pluralismo.
Chi opera nell’informazione, o chi teme che i propri diritti come cittadino siano compromessi dalla concentrazione del potere digitale, può rivolgersi ad Algopolio per orientamento, tutela e supporto. Perché una democrazia informata non è un lusso: è un diritto, e come tale va difeso con rigore.

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