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L'appello degli Editori contro le Big Tech

Fonte: Il Sole 24 Ore – «Editori: “Serve intervento contro lo squilibrio creato dalle Big Tech”», 2 dicembre 2025

L’editoria come presidio democratico sotto pressione

L’articolo denuncia una dinamica che da anni mina uno dei pilastri costituzionali del nostro Paese: il diritto all’informazione. Secondo Fieg, Aie e Confindustria Radio Televisioni, il mercato digitale — dominato dalle Big Tech — ha generato uno squilibrio competitivo insostenibile, in cui editori, giornali, radio e produttori di contenuti sono costretti a competere in un ecosistema che non è più “alla pari”. Il risultato è un indebolimento strutturale di chi produce conoscenza e pluralismo, mentre piattaforme globali aggregano contenuti altrui, trattengono la maggior parte del valore economico e drenano risorse pubblicitarie.

Le richieste degli editori: una strategia, non misure episodiche

Le associazioni chiedono al Governo una risposta sistemica:

  • tutela del diritto d’autore,

  • sostegni mirati all’innovazione,

  • politiche fiscali adeguate,

  • piena applicazione dei regolamenti europei (DSA, DMA, AI Act).

Non si tratta di protezionismo, ma di riconoscere che la produzione editoriale non è un prodotto qualunque: è un servizio civico essenziale. Gli editori ricordano che il loro ruolo è garantire il pluralismo, produrre conoscenza strutturata, alimentare un dibattito pubblico informato. A essere minacciata non è solo la loro sopravvivenza economica, ma l’equilibrio costituzionale del mercato delle idee.

Il paradosso economico: contenuti prodotti da pochi, profitti catturati da altri

Le piattaforme digitali offrono servizi “gratuiti” che competono con le fonti originali e, grazie all’enorme disponibilità di dati degli utenti, riescono a monetizzare molto più dei produttori dei contenuti stessi. È il noto paradosso della “disintermediazione finta”: le Big Tech sembrano eliminare intermediari, ma in realtà sostituiscono gli editori come porta d’accesso principale all’informazione, trattenendo la quasi totalità dei benefici economici. Secondo gli editori, questo provoca:

  • perdita di ricavi,

  • indebolimento del tessuto giornalistico,

  • difficoltà a sostenere i costi della produzione informativa,

  • rischio per il pluralismo e la qualità democratica.

Un’emergenza strutturale: l’informazione non è solo un settore economico

La crisi dell’editoria non può essere trattata come una flessione di mercato: riguarda la salute dell’ecosistema democratico. Quando il potere informativo si concentra nelle mani di pochissimi attori globali, non regolati localmente, il sistema perde la sua capacità di mediazione culturale e controllo civico. Le Big Tech non si limitano a distribuire contenuti: li selezionano, li organizzano, li monetizzano e spesso ne condizionano la visibilità attraverso algoritmi non trasparenti. È in questo squilibrio tra produzione e intermediazione che si annida la minaccia più profonda: l’informazione rischia di diventare un sottoprodotto dell’economia dei dati.

Sovranità culturale e nuova regolazione

Fieg, Aie e CRT invitano a un nuovo patto regolatorio che riconosca la necessità di ristabilire le regole del gioco. Significa garantire condizioni eque di distribuzione, impedire pratiche predatorie, riconoscere il valore dei contenuti editoriali e salvaguardare la libertà di informazione. Le piattaforme non possono continuare a operare come Stati privati in grado di ridefinire unilateralmente l’accesso all’informazione. La sfida è politica, culturale ed economica allo stesso tempo.

Il contributo di Algopolio: restituire equilibrio nel rapporto tra cittadini, media e piattaforme

Il tema affrontato nell’articolo del Sole 24 Ore incarna pienamente uno dei motivi fondanti di Algopolio: difendere il diritto all’informazione e contrastare gli squilibri strutturali generati dal potere digitale.

Algopolio agisce su più livelli:

  • analizza criticamente le dinamiche con cui le piattaforme influenzano informazione e opinione pubblica;

  • sostiene iniziative legali e civiche per riequilibrare rapporti di forza ormai distorti;

  • aiuta cittadini, giornalisti ed editori che subiscono pratiche scorrette o forme di opacità algoritmica;

  • promuove una cultura digitale fondata su trasparenza, responsabilità e tutela del pluralismo.

Chi opera nell’informazione, o chi teme che i propri diritti come cittadino siano compromessi dalla concentrazione del potere digitale, può rivolgersi ad Algopolio per orientamento, tutela e supporto. Perché una democrazia informata non è un lusso: è un diritto, e come tale va difeso con rigore.

 
 
 

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