top of page

Il web agentico e la fine della navigazione consapevole

Fonte: Il Sole 24 Ore – Paolo Benanti, «Il nuovo web dà l’addio alla navigazione e diventa agentico», dicembre 2025.

Dalla navigazione all’azione automatizzata

Il passaggio dal web della consultazione al web “agentico” segna una discontinuità profonda. Non navighiamo più: deleghiamo. Software autonomi esplorano, decidono, acquistano, negoziano per nostro conto. L’interazione umana viene progressivamente sostituita da catene di decisioni automatizzate, opache e spesso incomprensibili per chi le subisce.

Delega, potere e asimmetria informativa

La promessa di efficienza nasconde un rischio strutturale: la concentrazione del potere decisionale nelle infrastrutture digitali. Chi controlla gli agenti controlla le priorità, gli incentivi, gli esiti. L’utente perde progressivamente la capacità di comprendere, contestare e orientare le scelte che lo riguardano. La delega diventa una forma di espropriazione cognitiva.

Manipolazione invisibile e governo degli interessi

Nel web agentico, l’informazione non serve più a informare ma a orientare l’azione. La persuasione diventa preventiva, incorporata nell’architettura stessa dei sistemi. Non è più necessario convincere: basta progettare bene l’agente. È qui che il rischio democratico diventa sistemico, perché la volontà individuale viene aggirata, non negata.

La questione politica della supervisione umana

La sfida non è tecnologica ma istituzionale. Senza regole chiare sulla delega, sulla trasparenza e sulla responsabilità, il web agentico rischia di diventare un ecosistema dove le decisioni si accumulano senza rispondere a nessuno. Governare l’innovazione significa riaffermare il primato dell’umano, non come ostacolo, ma come criterio.

 
 
 

Commenti


bottom of page