Il potere dei dati e la sovranità digitale: perché il libro di Pietro Labriola è un segnale politico
- Algopolio
- 18 nov
- Tempo di lettura: 2 min
Fonte: Pietro Labriola – Cloud Sovrano e Sovranità Digitale, 2025 (PietroLabriola_InstantBook_CloudSovrano_1_.pdf)
Una nuova consapevolezza: la sovranità digitale come responsabilità
Nel suo instant book, Pietro Labriola offre una lettura chiara e ambiziosa di un tema che attraversa politica, economia e democrazia: la sovranità digitale. Le prime pagine mettono subito a fuoco la posta in gioco: i dati sono la risorsa strategica del nostro tempo, ma il loro valore risiede nella capacità di elaborarli, proteggerli e governarli. In un mondo segnato da tensioni geopolitiche e accelerazioni tecnologiche, Labriola invita a leggere il Cloud non come semplice tecnologia, ma come infrastruttura di potere.
Dal dato al Cloud Sovrano: il cuore del nuovo potere digitale
Il libro smonta la retorica del “dato-petrolio” e mette al centro un concetto più profondo: i dati acquistano significato solo quando vengono trasformati in decisioni, innovazione e strategia. Da qui la necessità del Cloud Sovrano, che protegge il patrimonio informativo del Paese da extraterritorialità, ingerenze estere e dipendenze tecnologiche. Non è un’operazione tecnica, ma politica: significa evitare che infrastrutture critiche — sanità, energia, telecomunicazioni, finanza — siano soggette alle normative di governi stranieri o agli interessi delle Big Tech.
Geopolitica del digitale: dagli USA alla Cina, passando per l’Europa
Uno dei passaggi più forti del libro riguarda la lettura geopolitica del Cloud. Gli Stati Uniti dominano il mercato, ma il Cloud Act autorizza l’accesso ai dati delle aziende americane ovunque essi risiedano. La Cina ha costruito un modello completamente statalizzato. L’Europa, invece, paga una doppia fragilità: assenza di hyperscaler propri e frammentazione normativa. Labriola sottolinea l’urgenza di un modello europeo federato, capace di integrare infrastrutture nazionali e standard comuni. Senza una scelta politica forte, la dipendenza tecnologica rischia di diventare permanente.
Il caso italiano: potenzialità e limiti del Polo Strategico Nazionale
L’Italia parte con un vantaggio competitivo grazie al Polo Strategico Nazionale (PSN). Tuttavia, Labriola evidenzia un limite decisivo: confinare la sovranità digitale alla sola Pubblica Amministrazione significa lasciare scoperte intere filiere strategiche. Per costruire un vero modello sovrano è necessario estendere controllo giurisdizionale, gestione delle chiavi crittografiche e sicurezza operativa anche al settore privato strategico, alle infrastrutture critiche e alle PMI ad alta intensità di dati.
Oltre la tecnica: la sovranità come bene comune
Il merito principale del libro è quello di trasformare un tema complesso in una questione civile: la sovranità digitale non è solo un requisito tecnico, ma una condizione per garantire libertà individuale, autonomia istituzionale e resilienza economica. Difendere il Cloud Sovrano significa impedire che le infrastrutture digitali diventino strumenti di controllo o dipendenza. Significa proteggere algoritmi, dati, modelli decisionali e infrastrutture da minacce future, comprese quelle legate al quantum computing.
Il significato per Algopolio: difendere i dati è difendere la democrazia
Per Algopolio, il libro di Labriola rappresenta un punto di svolta: la difesa dei diritti digitali passa dalla capacità di ridurre le dipendenze infrastrutturali e rafforzare la governance sovrana dei dati. La sovranità digitale non è isolamento, ma responsabilità collettiva. Significa affermare che il Cloud non deve essere un territorio opaco governato da poteri privati globali, ma un bene comune, controllato e comprensibile. In un’epoca in cui il digitale determina la forma della società, difendere la sovranità digitale significa difendere la democrazia.


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