Il nodo del potere: le Big Tech
- Algopolio
- 16 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Fonte: Corriere della Sera – «La sfida di Trump all’Europa» di Mario Monti, 8 dicembre 2025
La nuova competizione globale e il vero nodo: il potere delle Big Tech
L’analisi di Mario Monti sulla svolta strategica degli Stati Uniti offre una chiave di lettura decisiva per comprendere un altro fronte, spesso meno esplicitato ma altrettanto centrale: la dimensione digitale del potere, oggi dominata dalle Big Tech americane. Se Washington adotta una politica più selettiva nelle alleanze, la stessa logica si riflette nell’ecosistema tecnologico, dove le grandi piattaforme agiscono come infrastrutture di fatto geopolitiche, capaci di condizionare economie, Stati e cittadini.
La dipendenza digitale dell’Europa come vulnerabilità strutturale
Monti sottolinea l’ambiguità con cui l’Europa si muove nel nuovo scenario internazionale: una condizione che, applicata al digitale, diventa ancora più evidente. L’Unione Europea regola, sanziona e indaga, ma continua ad affidare gran parte dei suoi processi pubblici e privati a piattaforme statunitensi che controllano:
i flussi informativi,
l’architettura dell’intelligenza artificiale,
la visibilità di media e imprese,
l’accesso a strumenti essenziali per la vita civile.
Questa dipendenza crea una vulnerabilità che trascende l’economia: è un rischio di sovranità, aggravato dal fatto che tali infrastrutture rispondono a logiche politiche e industriali esterne al continente.
Big Tech come attori geopolitici, non come semplici fornitori
Uno degli elementi più incisivi dell’articolo di Monti è l’idea che l’America stia ridefinendo il proprio ruolo globale attraverso criteri di convenienza, non più ideologici. Traslato sul digitale, significa riconoscere che le Big Tech non sono aziende neutre, ma attori che:
influenzano la sicurezza delle informazioni,
condizionano i processi democratici,
gestiscono dati europei come parte del proprio capitale strategico,
possono diventare strumenti di pressione geopolitica.
Il potere che esercitano non è solo economico: è culturale, informativo, infrastrutturale.
L’Europa tra regolazione e impotenza tecnologica
Monti propone un’Europa che definisca chiaramente la propria identità strategica. Nel campo digitale, ciò significa superare la contraddizione che oggi la paralizza: regolare senza riuscire a costruire alternative. Regole come DSA, DMA e AI Act sono indispensabili, ma non bastano se l’infrastruttura di fondo rimane in mano a soggetti non europei.
Per l’Europa, la vera sfida non è difendersi da Trump, ma dalla asimmetria digitale che rende Big Tech il tramite obbligato di ogni attività economica, informativa e amministrativa.
Il significato per Algopolio: restituire potere agli utenti, non alle piattaforme
Il nodo sollevato dall’articolo riguarda direttamente la missione di Algopolio: in un mondo dove le piattaforme esercitano un potere paragonabile a quello degli Stati, i cittadini rischiano di perdere autonomia senza accorgersene.
Algopolio opera proprio in questo vuoto di tutela:
difendendo individui e imprese da abusi algoritmici,
contestando pratiche di profilazione eccessiva,
promuovendo trasparenza e accountability,
sostenendo un modello di sovranità digitale diffusa, dove l’utente non è suddito della piattaforma, ma soggetto con diritti esigibili.
Se la geopolitica cambia, i diritti digitali devono rimanere fermi: la libertà dei cittadini non può dipendere dalla strategia di una piattaforma o dalla dottrina di una superpotenza.

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