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Corriere della SeraCorriere della Sera – «La sfida di Trump all’Europa» di Mario Monti, 8 dicembre 2025
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In questa analisi5 sezioni
  1. 01La nuova competizione globale e il vero nodo: il potere delle Big Tech
  2. 02La dipendenza digitale dell’Europa come vulnerabilità strutturale
  3. 03Big Tech come attori geopolitici, non come semplici fornitori
  4. 04L’Europa tra regolazione e impotenza tecnologica
  5. 05Il significato per Algopolio: restituire potere agli utenti, non alle piattaforme

Sezione 01 di 05: La nuova competizione globale e il vero nodo: il potere delle Big Tech

L’analisi di Mario Monti sulla svolta strategica degli Stati Uniti offre una chiave di lettura decisiva per comprendere un altro fronte, spesso meno esplicitato ma altrettanto centrale: la dimensione digitale del potere, oggi dominata dalle Big Tech americane. Se Washington adotta una politica più selettiva nelle alleanze, la stessa logica si riflette nell’ecosistema tecnologico, dove le grandi piattaforme agiscono come infrastrutture di fatto geopolitiche, capaci di condizionare economie, Stati e cittadini.

Sezione 02 di 05: La dipendenza digitale dell’Europa come vulnerabilità strutturale

Monti sottolinea l’ambiguità con cui l’Europa si muove nel nuovo scenario internazionale: una condizione che, applicata al digitale, diventa ancora più evidente. L’Unione Europea regola, sanziona e indaga, ma continua ad affidare gran parte dei suoi processi pubblici e privati a piattaforme statunitensi che controllano:

  • i flussi informativi,
  • l’architettura dell’intelligenza artificiale,
  • la visibilità di media e imprese,
  • l’accesso a strumenti essenziali per la vita civile.

Questa dipendenza crea una vulnerabilità che trascende l’economia: è un rischio di sovranità, aggravato dal fatto che tali infrastrutture rispondono a logiche politiche e industriali esterne al continente.

Sezione 03 di 05: Big Tech come attori geopolitici, non come semplici fornitori

Uno degli elementi più incisivi dell’articolo di Monti è l’idea che l’America stia ridefinendo il proprio ruolo globale attraverso criteri di convenienza, non più ideologici. Traslato sul digitale, significa riconoscere che le Big Tech non sono aziende neutre, ma attori che:

  • influenzano la sicurezza delle informazioni,
  • condizionano i processi democratici,
  • gestiscono dati europei come parte del proprio capitale strategico,
  • possono diventare strumenti di pressione geopolitica.

Il potere che esercitano non è solo economico: è culturale, informativo, infrastrutturale.

Sezione 04 di 05: L’Europa tra regolazione e impotenza tecnologica

Monti propone un’Europa che definisca chiaramente la propria identità strategica. Nel campo digitale, ciò significa superare la contraddizione che oggi la paralizza: regolare senza riuscire a costruire alternative. Regole come DSA, DMA e AI Act sono indispensabili, ma non bastano se l’infrastruttura di fondo rimane in mano a soggetti non europei.

Per l’Europa, la vera sfida non è difendersi da Trump, ma dalla asimmetria digitale che rende Big Tech il tramite obbligato di ogni attività economica, informativa e amministrativa.

La posizione di Algopolio

Sezione 05 di 05: Il significato per Algopolio: restituire potere agli utenti, non alle piattaforme

Il nodo sollevato dall’articolo riguarda direttamente la missione di Algopolio: in un mondo dove le piattaforme esercitano un potere paragonabile a quello degli Stati, i cittadini rischiano di perdere autonomia senza accorgersene.

Algopolio opera proprio in questo vuoto di tutela:

  • difendendo individui e imprese da abusi algoritmici,
  • contestando pratiche di profilazione eccessiva,
  • promuovendo trasparenza e accountability,
  • sostenendo un modello di sovranità digitale diffusa, dove l’utente non è suddito della piattaforma, ma soggetto con diritti esigibili.

Se la geopolitica cambia, i diritti digitali devono rimanere fermi: la libertà dei cittadini non può dipendere dalla strategia di una piattaforma o dalla dottrina di una superpotenza.