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GDPR, record di sanzioni in Europa: l’Italia al quarto posto per multe sulla privacy

Aggiornamento: 3 nov

Fonte: Corriere delle Comunicazioni – Gdpr, record di sanzioni in Europa: l’Italia al quarto posto, febbraio 2024.

Cresce l’impatto economico delle violazioni dei dati personali

Nel suo approfondimento pubblicato da CorCom – Corriere delle Comunicazioni, la redazione analizza i dati 2023 relativi all’applicazione del Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR), che registra un vero e proprio record di sanzioni. Nel solo 2023, le multe comminate dalle autorità di protezione dei dati europee hanno superato i 2,1 miliardi di euro, con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente. L’analisi, basata sul report annuale di DLA Piper, mostra come le violazioni più gravi riguardino l’uso illecito dei dati per finalità di marketing, la profilazione senza consenso e la mancata trasparenza nei trattamenti automatizzati.

I Paesi più colpiti: Irlanda, Lussemburgo, Francia e Italia

In testa alla classifica dei Paesi con le sanzioni più elevate figura l’Irlanda, sede europea di molti colossi digitali, seguita da Lussemburgo e Francia. L’Italia si colloca al quarto posto, con oltre 85 milioni di euro di sanzioni comminate dal Garante per la protezione dei dati personali. Il nostro Paese ha registrato un aumento costante delle istruttorie, con un focus particolare sul trattamento dei dati biometrici e sull’uso dell’intelligenza artificiale nel marketing personalizzato.

I settori più sanzionati e i colossi coinvolti

Le principali sanzioni europee hanno riguardato il settore Tech e Social Media, con procedimenti aperti contro Meta, Google e TikTok, responsabili di non aver rispettato le norme sul consenso informato e sulla gestione dei dati di minori. Nel campo delle telecomunicazioni e dell’e-commerce, diversi operatori sono stati multati per la raccolta e la conservazione dei dati senza base giuridica adeguata. In totale, dal 2018 – anno di entrata in vigore del GDPR – a oggi, il valore complessivo delle multe supera i 4,4 miliardi di euro, a conferma della crescente severità delle autorità garanti.

L’Italia e la sfida della conformità digitale

L’Italia ha compiuto progressi significativi sul fronte della consapevolezza aziendale, ma permane un gap culturale nell’applicazione concreta delle regole di protezione dei dati. Molte imprese, pur avendo adottato policy sulla privacy, non dispongono di figure realmente autonome nella gestione del Data Protection Officer (DPO) né di strumenti di controllo efficaci sulle procedure di trattamento. Il Garante ha inoltre intensificato la cooperazione con le autorità europee per armonizzare le linee guida su IA e profilazione algoritmica, ambiti in cui il rischio di violazioni è destinato a crescere.

Un segnale forte: la privacy come questione economica e politica

Le cifre record pubblicate da DLA Piper e riportate da CorCom indicano che la privacy non è più solo un tema etico, ma un fattore economico e competitivo. Le autorità di controllo stanno progressivamente equiparando la tutela dei dati personali al rispetto delle norme antitrust e di sicurezza nazionale. Il messaggio è chiaro: nell’economia digitale, la fiducia degli utenti è una risorsa strategica, e violarla significa perdere credibilità oltre che denaro. In un contesto dominato da algoritmi e intelligenza artificiale, la piena conformità al GDPR diventa il fondamento per garantire un equilibrio tra innovazione, trasparenza e diritti digitali fondamentali.

 
 
 

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