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Minori e social: la regolazione europea rincorre un sistema già fuori scala

Fonte: Il Sole 24 Ore, 30 marzo 2026

Una corsa ai ripari

L’Europa accelera sulla regolazione dell’accesso dei minori ai social media.

Il tema è diventato centrale: non più solo privacy o concorrenza, ma salute pubblica, sviluppo cognitivo e protezione dei più giovani.

L’età come soluzione apparente

Il dibattito si concentra su un punto chiave: fissare un’età minima per l’accesso alle piattaforme.

Ma questa soluzione rischia di essere parziale. L’età è un criterio amministrativo, mentre il problema è sistemico.

Il ruolo degli algoritmi

Le piattaforme non sono semplici strumenti di comunicazione. Sono ambienti progettati per massimizzare l’engagement.

Questo significa che anche con limiti di accesso, il meccanismo che genera dipendenza resta intatto.

La frammentazione europea

Le diverse soglie di età tra Paesi europei mostrano un’altra criticità: l’assenza di un approccio realmente uniforme.

In un ecosistema digitale globale, la regolazione frammentata perde efficacia.

Educazione vs controllo

Accanto alla regolazione emerge il tema dell’educazione digitale.

Ma anche qui si apre una tensione: responsabilizzare gli utenti è necessario, ma non può sostituire la responsabilità strutturale delle piattaforme.

Il ritardo strutturale

Algopolio sottolinea un dato evidente: la regolazione arriva sempre dopo.

Le piattaforme innovano, scalano e consolidano modelli di business; le istituzioni intervengono quando gli effetti sono già diffusi.

Il rischio è chiaro: rincorrere un sistema progettato per essere sempre un passo avanti.

Perché il problema non è solo quando far entrare i minori.È in quale sistema li stiamo facendo entrare.

 
 
 

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