«Il web si può salvare»: Berners-Lee e l’illusione di un nuovo patto globale sull’AI
- Algopolio
- 6 giorni fa
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Fonte: Corriere della Sera, 31 marzo 2026
Il ritorno del fondatore
Quando Tim Berners-Lee parla, il dibattito tende a ricomporsi attorno a una visione originaria: Internet come spazio aperto, condiviso, governato da principi e non da interessi.
La sua proposta di un trattato internazionale sull’intelligenza artificiale si inserisce in questa traiettoria: riportare controllo e responsabilità in un ecosistema ormai frammentato.
Il problema dei dati
Il punto centrale dell’intervista è chiaro: senza controllo sui dati, non esiste controllo sull’AI.
Berners-Lee richiama una verità spesso aggirata: il potere dell’intelligenza artificiale non nasce solo dai modelli, ma dall’accesso alle informazioni che li alimentano. E oggi quell’accesso è concentrato.
Dipendenza e piattaforme
Interessante il parallelismo tra social media e sostanze: alcuni prodotti digitali creano dipendenza e vanno trattati come tali.
Non è una provocazione, ma un cambio di paradigma. Significa riconoscere che le piattaforme non sono neutre, ma progettate per influenzare comportamenti.
L’illusione del trattato
La proposta di un accordo globale appare però fragile nella sua realizzabilità.
In un contesto in cui gli interessi geopolitici divergono e le grandi aziende tecnologiche detengono un potere superiore a molti Stati, l’idea di un trattato rischia di restare più normativa che operativa.
Il vero nodo
Algopolio evidenzia una tensione irrisolta: si continua a cercare soluzioni globali a problemi che sono strutturalmente asimmetrici.
Il controllo dell’AI non è solo una questione di regole, ma di distribuzione del potere.
E senza riequilibrio del potere, ogni trattato rischia di essere solo dichiarativo.


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